Amleto

hamlet1

“Non credere che io voglia lisciarti.
Che avanzamento potrei sperare da chi, come te,
non ha altro che il suo buon umore
per nutrirsi e vestirsi? Perchè si dovrebbe adulare
il povero? Eh no, le lingue inzuccherate
leccano solo il ridicolo sfarzo;
le pieghevoli giunture dei ginocchi si curvano
solo quando la piaggeria può intascare il suo lucro.
M’intendi? Da quando l’anima mia fu signora
della sua scelta e seppe distinguere fra gli uomini,
essa ti ha suggellato per sé, perché tu sei uno
che soffrendo di tutto non soffre di nulla,
uno che accoglie favori e ceffoni dalla Fortuna
con lo stesso spirito imperturbabile.
Benedetti davvero coloro che per giusta dosatura
di sangue e di ragione non sono come flauti
su cui la Fortuna fa suonare il foro che più le piace.
Datemi un uomo che non sia schiavo della passione,
ed io lo terrò nel più profondo del cuore come faccio con te.”

Shakespeare, “Amleto III, 2, 60-80”